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I COSTUMI |
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L’Associazione, grazie ad attente ricerche effettuate presso archivi pubblici e privati, è riuscita a ricostruire fedelmente ben 4 costumi risalenti a periodi storici diversi, ripercorrendo così un secolo di storia. La “sposa matelicana” e il “vergaro matelicano”, di inizio ‘800, sono stati riprodotti in base ai bozzetti originali custoditi presso la galleria Bertarelli di Milano, frutto di una inchiesta ordinata da Napoleone per censire i costumi dei territori occupati. Tipico dell’abito della donna è “lu littellu”, asciugamano di lino di colore bianco ricamato a mano, appositamente ripiegato ed usato come copricapo nel giorno delle nozze, veniva donato alla sposa dalla futura suocera in segno di benvenuto nella nuova famiglia. Il collo è ornato da una collana di coralli, tanto più lunga quanto più ricca era la famiglia. Il corallo era a quei tempi più prezioso dell’oro. Nel costume del vergaro matelicano si possono notare i pantaloni al ginocchio tipici dell’epoca e il cappello a falde larghe. Il costume festivo dei contadini matelicesi, indossato principalmente la domenica, risale alla metà del 1800 circa; particolarità dell’abito dell’uomo è la fascia annodata in vita: di colore rosso per i ragazzi in cerca di moglie e di colore bianco per quelli già sposati. Il costume tipico dei canterini e suonatori veniva indossato durante il periodo della Pasquella, cantata nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Risalente ai primi anni del ‘900 è caratteristico per “lu ferraiolu”, ampio mantello di panno lana tessuto a Matelica (famosa all’epoca proprio per la produzione degli stessi), fondamentale per difendersi dal freddo nel girovagare invernale per le campagne. L’Associazione ha ricostruito il costume tipico del popolano dell’alto maceratese, in particolare della zona della “Marca” , risalente agli inizi del ‘900. Quest’ultimo veniva indossato nelle feste patronali e nelle ricorrenze più importanti, da notare la diversa lunghezza del pantalone dell’uomo, dal ginocchio come si indossava nell’ottocento, è sceso fino alla caviglia.
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