LO SPETTACOLO

 

 

 

L’Associazione Folklorica Città di Matelica nelle sue esibizioni ripropone uno spaccato del mondo contadino, presentando sulle scene la semplicità e la spensieratezza della vita nelle campagne matelicesi.

Il suo spettacolo è il frutto di attente ricerche in archivi storici pubblici e privati, di testimonianze tramandateci dalle persone che hanno vissuto direttamente in quel periodo, fatto di valori ed ormai irreversibilmente trasformato. I balli ed i canti sono la riproposizione scenica di quello che succedeva nelle aie durante i periodi delle raccolte come la mietitura o la scartocciatura, momenti di festa ed occasioni nelle quali ci si incontrava e dove si potevano fare nuove conoscenze.

I nostri spettacoli possono avere una durata anche di 90 minuti, ed alternano canti e balli tipici accompagnati da musiche suonate rigorosamente dal vivo con strumenti tipici, a canti e in dialetto marchigiano.

Lo strumento più conosciuto è sicuramente l’organetto diatonico, che nasce nel 1815 circa proprio nelle marche a Castelfidardo, per poi diffondersi in tutto il mondo.

L’organetto veniva suonato dalle persone delle campagne quindi senza conoscenza alcuna della musica ma con molta fantasia anche perché suonarlo era un modo per mettersi in mostra e per primeggiare con le ragazze.

Ad accompagnare l’organetto c’è quasi sempre la fisarmonica anch’essa di origine marchigiana, insieme a chitarre e bassi acustici, oltre ai cembali, il triangolo, il corno, il segone ed altri strumenti tutti nati dalla fantasia, dalla povertà economica e dall’ingegno dell’epoca, che assicurano una parte ritmica molto interessante basata completamente sul virtuosismo dei suonatori.

I balli più significativi sono quelli che rappresentano le varie fasi della vita in campagna, ed il susseguirsi delle stagioni, come il Pirulì, il ballo in dodici, la fiera di Montegallo, la Vendemmia, la Pasquella ed il saltarello che è l’espressione sia in Italia che all’estero della tradizione marchigiana.